2 febbraio 2022 – da Trenord: DUEMILA TRENI E -40% DI CLIENTI, ECCO I (VERI) NUMERI DI TRENORD

Milano, 2 febbraio 2022
DUEMILA TRENI E -40% DI CLIENTI,
ECCO I (VERI) NUMERI DI TRENORD
  Gentile cliente, nell’ultimo mese Trenord s’è vista costretta a rimodulare il servizio per il rilevante numero di assenze del personale dovute al Covid. Ora, fortunatamente, l’emergenza sta rientrando e il servizio può progressivamente tornare alla normalità. Nonostante l’evidente dimensione di questa ultima ondata di contagi e il suo impatto sulla vita di tutti noi e di molti servizi essenziali (ospedali, scuole, …), Trenord è stata pesantemente criticata: si è detto che la pandemia sarebbe l’alibi dietro il quale si nascondono problemi irrisolti da anni e che è in atto una sorta di progressiva riduzione del servizio ferroviario regionale. Nei confronti di Trenord sono state usate espressioni violente come “disastro, incubo, degrado, punizione”. Abbiamo sempre rispettato le opinioni di tutti, ma dinanzi a tanta accanita disinformazione, crediamo doveroso rivolgerci direttamente a voi, clienti e viaggiatori, per darvi i dati reali di quanto accaduto ed offrirvi le corrette spiegazioni. Per Trenord lavorano 2250 tra macchinisti e capitreno che, in periodi normali, permettono di effettuare circa 2200 treni al giorno nei giorni feriali, 1900 il sabato e 1600 nei festivi per 365 giorni l’anno. Prima del picco pandemico, e cioè in condizioni di normalità, tra il personale viaggiante si registravano mediamente 130/150 assenze al giorno per malattie, permessi, ferie, agibilità sindacali, inidoneità temporanee. All’inasprirsi dei contagi le assenze sono raddoppiate fino a raggiungere quota 300, con 150/170 ferrovieri indisponibili per contagio/quarantene. Trenord che, come ogni azienda, è ovviamente strutturata per poter assorbire fino un certo numero di assenze (8% nel nostro caso, percentuale già alta comparata ad altri settori) si è invece trovata a fare i conti con punte del 15%. Impensabile avere riserve di personale in grado di coprire un tale gap. S’è parlato molto e fuori luogo del numero dei lavoratori necessari per effettuare il servizio. Tra il 2018 e il 2021 Trenord ha assunto in totale 1147 persone, tra cui 308 macchinisti, 308 capitreno e 171 manutentori. Oggi abbiamo 23 macchinisti, 32 manutentori e 102 capitreno in più di tre anni fa. La programmazione c’è e risponde alle esigenze reali del servizio. Certo, come noto, durante il lockdown del 2020 le attività di formazione sono state sospese (per tutti, non solo per Trenord) e questo ha portato a uno slittamento dei piani di assunzione che si sta recuperando attraverso un programma straordinario di formazione avviato nel settembre 2021. E, nonostante la pandemia, nel 2021 Trenord ha formato e assunto 59 capitreno e 65 macchinisti. In totale: 124 entrati a fronte di 111 usciti. Tra il 2022 e il primo semestre 2023 saranno effettuate 280 assunzioni nel personale viaggiante, circa il 13% dell’attuale forza lavoro. Val la pena ricordare che un equipaggio non si acquista a catalogo. La formazione di un macchinista richiede non meno di 12 mesi e quella di un capotreno almeno 6. E a chi sostiene che la soluzione a ogni problema sono solo le assunzioni – cioè più persone -, ci permettiamo sommessamente di ricordare che esiste anche un problema di produttività, che richiede di essere puntigliosamente affrontato con la collaborazione del sindacato. L’impennata dei contagi ha contratto drasticamente la domanda di trasporto. Oggi i viaggiatori giornalieri raggiungono a stento i 375mila, ben lontani dagli 800mila pre-Covid. Trenord offre ogni giorno circa 2000 treni (erano 1800 durante le festività natalizie) e oltre 950mila sedili “circolanti”: un’offerta che soddisfa ampiamente la domanda. Non risultano criticità neppure sul fronte degli assembramenti: nessun treno ha mai raggiunto riempimenti oltre il livello dell’80% prescritto dalle disposizioni anti-Covid. E forse, quando si discute di livello e quantità di servizi, sarebbe opportuno porre il tema delle risorse economiche necessarie (tema che non vediamo mai sollevato; come se non esistesse): oggi Trenord fa circolare un numero di treni che senza la limitazione all’80% della capacità sarebbe in grado di trasportare lo stesso numero di passeggeri pre-Covid, mentre ne trasporta circa il 40%! E veniamo a quanto accaduto nelle ultime settimane: l’offerta di Trenord, a causa dei contagi, è stata ridotta del 12% durante le festività natalizie e del 10% durante il mese di gennaio. I più disinformati hanno scritto che in nessun’altra regione le corse sono state ridotte come in Lombardia: niente di più falso. Quelle a noi più vicine hanno tagliato il servizio tra il 9% dell’Emilia Romagna e il 17% della Liguria, passando per l’11% del Piemonte e il 12% del Veneto. A livello nazionale spicca il taglio del 29% del servizio nelle Marche. In Lombardia, dunque, è accaduto quello che è successo in tutta Italia e, in ogni caso, nel fare il confronto, è opportuno ricordare che nessuna regione italiana (e del sud Europa) può vantare i volumi produttivi di Trenord. Nella sola Lombardia, Trenord effettua il 32,4% dell’intera produzione ferroviaria nazionale. C’è inoltre chi ha azzardato paragoni con il trasporto pubblico urbano, dove però mezzi come metropolitane, bus e tram non “promettono” orari e, soprattutto, non hanno bisogno di equipaggi complessi; basta un autista per garantire la corsa. Eppure, anche il trasporto pubblico urbano ha subito pesanti riduzioni, le cronache erano piene. C’è stato, infine, chi ha reclamato il ritorno alla produzione del 2018, quando circolavano oltre 2300 treni al giorno. Lo abbiamo detto allora e lo ribadiamo oggi: si trattava di un record effimero. Un così elevato numero di treni non è sostenibile e non consente di garantire un servizio di qualità adeguata: in Lombardia le infrastrutture sono sature, i binari non possono reggere tanto traffico ferroviario. Il 53% delle linee lombarde è a binario unico, come fossero strade a senso alternato. La Lombardia ha un deficit infrastrutturale rispetto alle potenzialità della domanda. Sui binari regionali, in particolare, nel nodo di Milano, oltre a Trenord, circolano l’Alta Velocità, la lunga percorrenza anche internazionale e le merci. Rivendicare ancora più treni è velleitario: la capacità del sistema non è infinita, come qualche sedicente rappresentate dei viaggiatori vorrebbe far credere. Ne è prova la puntualità che Trenord ha raggiunto nei mesi in cui i treni Alta Velocità sono stati ridotti in modo significativo: è migliorata di 7-8 punti percentuali. Tre anni fa abbiamo indicato un percorso, dicendo in totale trasparenza che avrebbe richiesto 4-5 anni per essere completato: nuovi treni, ridefinizione del servizio, recupero di efficienza ed efficacia aziendale. Evidenziando che la ferrovia è un sistema fatto non solo dal treno (ci sono i binari, le stazioni, la gestione della circolazione che sono in capo alle società delle infrastrutture) e che per fare il salto di qualità occorre che lo faccia l’intero sistema. Ebbene cosa è accaduto, pur in presenza di questa pandemia che ha sconvolto la vita di tutti? Nel 2018 solo il 78% dei treni arrivò puntuale; nel 2019 furono l’80%; nel 2021 l’84%. Le soppressioni sono passate da una media di 102 al giorno del 2018 a 63 del 2021 di cui soltanto 26 per cause attribuibili a Trenord. Insomma, un po’ di strada si è fatta. Manca ancora molto per garantire la qualità che questa regione merita ma la direzione è quella giusta. E certamente non siamo in presenza di nessun “degrado, incubo, disastro”. Tra il 2020 e il 2021 inoltre sono entrati in servizio i primi 39 treni dei 222 acquistati da Regione Lombardia. Nel 2022 è previsto l’ingresso in servizio di altri 57 nuovi treni: 96 treni, tanti! Ma ne devono arrivare da qui al 2024 altri 126, per consentire il rinnovo di circa metà della flotta di Trenord. Si tratta del più grande programma di rinnovo mai realizzato, che richiede tempo per essere completato, anche per quanto riguarda il personale: abbiamo già abilitato più di 1300 macchinisti e capitreno alla conduzione dei nuovi Caravaggio e Donizetti; altri 900 saranno formati nel 2022. Proseguiremo quindi su questa strada anche investendo nella modernizzazione degli impianti di manutenzione che stiamo dotando di tecnologie all’avanguardia e nei sistemi digitali sia per la gestione operativa sia per la relazione con i clienti. Continueremo sulla strada del miglioramento continuo, mentre qualcuno si ostinerà a sostenere che Trenord non è stata neppure capace di prevedere la pandemia. Vedremo di attrezzarci anche per questo, ma non possiamo prometterlo.   Paolo Garavaglia
Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Trenord

2 febbraio 2022 – AL TEATRO GIUDITTA PASTA CONTINUANO I SOLD OUT Tutto esaurito per lo spettacolo di Debora Villa.







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AL TEATRO GIUDITTA PASTA CONTINUANO I SOLD OUT
Tutto esaurito per lo spettacolo di Debora Villa.
 
Al Teatro di Saronnoc’è tanta voglia di riprendersi il futuro. Finalmente si registrano importanti sold out con la sala al 100% della capienza.
 
Grande successo con Elio in CI VUOLE ORECCHIO che lo scorso fine settimana ha fatto registrare 1200 persone in sala e lo stesso risultato si replica anche con gli spettacoli di DEBORA VILLA, OBLIVION, LELLA COSTA e THE GAME.
 
Oltre i numeri quello che si percepisce è l’affetto, l’entusiasmo e la correttezza del pubblico che nonostante le restrizioni partecipa con gioia agli spettacoli rispettando tutte le norme di sicurezza.
 
Un pubblico straordinario che ha ritrovato di nuovo la voglia di discutere, di commentare insieme durante l’intervallo, di applaudire dal vivo gli artisti. Ritrovarsi in quei piccoli e grandi gesti che raccontano di una comunità viva, ricca di relazioni, di valori condivisi, di una visione di futuro che ti fa sentire parte di un insieme.
 
Sabato 5 febbraio alle ore 21.00 ritorna sul palco del Giuditta Pasta Debora Villa con il recital VENTI DI RISATE con i quale festeggia 20 anni di carriera. In scena gli sketch che l’hanno resa famosa e amata tra il pubblico. Uno spettacolo che raccoglie il meglio del suo repertorio, dalle gag sull’universo femminile e sulla varia umanità alle favole raccontate con graffiante cinismo comico.
Passando per Adamo ed Eva, Debora ci racconterà cosa succede ad una donna quando raggiunge i nannaranannannanni. Uomini, donne, affanni, sogni, illusioni, frastuoni, emozioni co(s)miche, tra favole e cronache, Debora sarà un’onda travolgente, cinica e intelligente.
 
Biglietti esauriti.
 
Si ricorda che come prescritto dalle ultime disposizioni vigenti in materia di contenimento Covid, l’accesso al teatro sarà consentito ai possessori di GreenPass Rafforzato e con mascherina FFP2.
 
Teatro Giuditta Pasta (via I Maggio, Saronno – VA)
sabato 5 febbraio 2022 | ore 21.00
DEBORA VILLA
VENTI DI RISATE

di e con Debora Villa
produzione SI PUÒ FARE PRODUCTIONS
 
 
Anna Montani

31 gennaio 2022 – da LEGA LOMBARDA SARONNO: M Castelli, Veronesi «Silighini esci da questo film»

Comunicato Stampa n. 006/2022:

«Silighini esci da questo film»

Saronno 31 Gennaio 2022

Silighini pensa di essere in uno dei suoi film.

La sceneggiatura sembra essere buona, avvincente e suggestiva al punto giusto per provare a riproporre lo schema elettorale di un anno e mezzo fa: raccontare con forza, vigore e piglio autorevole una Saronno totalmente diversa rispetto a quella della realtà, addossando colpe e responsabilità inesistenti alla passata amministrazione, per proporsi come nuovi salvatori della patria.

Nella strategia è presente ora un difetto abbastanza importante: l’amministrazione è malauguratamente cambiata e governa Saronno da un anno e mezzo, con risultati evidenti sotto gli occhi di tutti.

Adesso che i Saronnesi hanno sotto gli occhi la nuova realtà quotidiana, è bene fare chiarezza tra la storia raccontata da Silighini e i fatti, documentati.

  1. Ai tempi dell’amministrazione Fagioli, tutti i cittadini con residenza a Saronno avevano una casa.
  2. Ai tempi dell’amministrazione Fagioli, le azioni della Polizia Locale in concerto con il Comando Carabinieri, Guardia di Finanza e gli interventi della Polizia di Stato avevano ridotto notevolmente la criminalità. In particolare nelle zone che ancora oggi sono maggiormente colpite da questi fenomeni, come la zona stazione centrale (compreso il retro stazione) e il centro cittadino. Per garantire una maggiore attenzione si era anche scelto di iniziare la collaborazione con istituti di vigilanza privata. E i risultati sono stati sotto gli occhi di tutti.
  3. Ai tempi dell’amministrazione Fagioli, gli episodi di delinquenza erano sporadici e venivano contenuti in breve tempo. Oggi invece sono diventati endemici: le baby gang e le aggressioni sono una costante a cui i saronnesi sono stati costretti ad abituarsi. Una pessima realtà con cui ci si può facilmente relazionare parlando, ad esempio, con gli studenti che la mattina devono attraversare la zona stazione per recarsi a scuola.

Capisco che la deformazione professionale di Silighini lo porti inevitabilmente a dar sfoggio delle sue abilità cinematografiche, ma riscrivere il passato per scaricare le responsabilità di Airoldi sulla passata amministrazione è veramente troppo, anche per un professionista come lui.

Angelo VeronesiResponsabile Lega Lombarda Saronno

Marco Castelli – Lega Lombarda Saronno

31 gennaio 2022 – da LEGA LOMBARDA SARONNO: M. Castelli «Sicurezza e decoro: le “percezioni” di Airoldi»

Comunicato Stampa n. 005/2022:

«Sicurezza e decoro: le “percezioni” di Airoldi»

Saronno 30 Gennaio 2022

Siamo alle solite. Bottigliate tra ubriachi alle 4.30 del mattino in zona stazione, baby gang che dalla stazione a via Varese importunano e aggrediscono gli studenti e aggressione con coltello a ridosso del centro cittadino ai danni di un quattordicenne. A tutto questo si aggiunge il ritorno dei senza tetto in ospedale.

Nulla di nuovo dal fronte saronnese magistralmente guidato dalla giunta dei “competenti”, e dal loro capitano Augusto Airoldi: quelli del “fact checking”, della “Saronno più vivibile”, del “fallimento Fagioli sul fronte sicurezza”, ormai non rispondono nemmeno più delle voragini amministrative e politiche di cui sono responsabili.

Caso vuole tutti i fatti di cronaca che si apprendono dalla stampa, si concentrano in quelle zone maggiormente attenzionate dalla passata amministrazione, che con costanza aveva riscosso sostanziali successi in cinque anni. Ma per i “competenti” tutto questo era solo uno spot per telecamere e vigilanza. Così abbiamo sotto gli occhi i risultati del loro modello di sicurezza: aggressioni, risse e rapine, principalmente in stazione e in centro.

Curioso anche il capitolo “senzatetto”: dal 29 dicembre 2018, l’amministrazione Fagioli aveva messo a disposizione dei senzatetto l’ex sede dei vigili di quartiere al Prealpi, al fine di far trovar loro riparo, giaciglio, servizi igienici, calore e acqua corrente per la notte. Airoldi invece, in perfetta coerenza con la sua estrazione politica, preferisce farsi fotografare di fianco ai meritevoli volontari della Casa di Marta e della cooperativa Intrecci, che dal primo dicembre scorso forniscono il servizio per i senzatetto. Senza dubbio l’iniziativa è meritevole e rafforza le sinergie tra il sindaco e il prevosto, ma non è evidentemente sufficiente a risolvere la problematica cittadina, che, ricordiamolo, è responsabilità del Comune e non può dipendere unicamente dal buon Cuore delle Associazioni.

Vista la situazione di assoluta precarietà politica e amministrativa in cui versa la Giunta, mentre Airoldi spulcia I CV degli eventuali assessori che vorranno imbarcarsi nella sua personale avventura, stringe qualche mano su qualche santissimo sagrato e sorride plasticamente a qualche fotografo, può pensare di assumere provvisoriamente Alessandro Fagioli per gestire concretamente la città. Magari potrebbe trovarsi miracolosamente una città un po’ più sicura e decorosa. Fact Checking alla mano!

Marco CastelliLega Lombarda Saronno

29 gennaio 2022 – da O S : NEGATA LA PARTECIPAZIONE DEI COMMISSARI SPORT E OPERE PUBBLICHE SUI € 2,8 MLN PER LA RISTRUTTURAZIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

29/01/2022 CS OS: NEGATA LA PARTECIPAZIONE DEI COMMISSARI SPORT E OPERE PUBBLICHE SUI € 2,8 MLN PER LA RISTRUTTURAZIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

Abbiamo appreso nelle scorse ore dal Presidente della Commissione Opere Pubbliche, il rifiuto a convocare una seduta congiunta con la Commissione Sport, un incontro durante il quale ascoltare le proposte dei Commissari, di maggioranza e di minoranza, sull’utilizzo dei 2,8 milioni di euro in arrivo dallo Stato per la riqualificazione degli impianti sportivi saronnesi.

Rimaniamo stupiti che l’Amministrazione, che si è definita trasparente fin dai primi giorni del suo mandato, oltre a non proporre ad hoc una Commissione congiunta come strumento di partecipazione attiva, rifiuti la richiesta avanzata da alcuni commissari di una seduta condivisa tra i due ambiti – Opere pubbliche e Sport – che avrebbe avuto lo scopo di permettere e agevolare il confronto e la condivisione di idee e proposte tra i commissari dei due gruppi.

Ci chiediamo perciò a quale scopo siano state istituite le Commissioni, dato che la risposta ricevuta alla nostra richiesta, ci ricorda che “una commissione non può invadere preventivamente la sfera di competenza della Giunta perché non ha alcuna competenza istruttoria e propositiva”.

Tralasciando il buon senso, che dovrebbe indurre a promuovere la partecipazione della città in particolare per un finanziamento così importante, sentito dai cittadini e dalle nostre 43 associazioni sportive, ricordiamo che la Deliberazione di Consiglio Comunale di istituzione delle Commissioni n. 63 del 21/12/2020, approvata all’unanimità, considera “utile, per fomentare la partecipazione e per favorire la collaborazione diretta tra i Consiglieri Comunali ed i Cittadini, ricorrere allo strumento delle Commissioni Miste, anche per consentire all’Amministrazione di dare attuazione alle sue linee programmatiche nel confronto di opinioni e di soluzioni che possono sorgere nel dibattito all’interno delle Commissioni stesse”.

Obiettivo Saronno prende atto, ancora una volta, che la partecipazione – tanto sbandierata anche durante la campagna elettorale – rimane uno slogan per questa Amministrazione capeggiata dal Sindaco Airoldi: la realtà è che una cerchia di pochi decide, con la consapevolezza che i consiglieri comunali di maggioranza li seguiranno.

Visto che la nostra proposta è stata negata dal Presidente della Commissione Opere pubbliche, attendiamo ora una risposta dall’Assessore con delega allo Sport Musarò e dal Signor Sindaco Airoldi che, ad oggi, è responsabile in prima persona dei Lavori Pubblici: come il Sindaco e la Giunta – che ci aspettiamo siano consapevoli dello stato in cui versano gli impianti sportivi saronnesi – decideranno di utilizzare i 700.000 euro stanziati nel 2021, i 700.000 euro per il 2022 e i successivi finanziamenti previsti fino al 2026?

Speriamo vivamente in risposte tempestive perché i cittadini e le associazioni sportive meritano di sapere quali sono i progetti previsti – sia per gli impianti sportivi che per gli spazi e i luoghi culturali e sociali – considerando inoltre che a breve l’Amministrazione dovrà inviare un riscontro al Ministero sulla destinazione d’uso del finanziamento e sulla pianificazione delle attività da qui al 2026. L’Amministrazione, il Sindaco e la Giunta sono pronti a fornire queste risposte? Sarebbe grave se, ad oggi, gli organi amministrativi preposti, che hanno rifiutato la collaborazione fattiva dei Commissari, non avessero dedicato tempo e risorse per delineare le basi necessarie per assicurarsi, nelle casse comunali, questo finanziamento. Nella sua risposta il Presidente della Commissione Opere Pubbliche in effetti dichiara che al momento non esiste alcun progetto…, di non aver ricevuto richieste da parte dell’Assessore di riferimento (Sport) o dal Sindaco”. Queste dichiarazioni ci preoccupano alquanto.

Sono anni che lo sport saronnese attende un tesoro: ora c’è grazie a questo finanziamento ministeriale di 2,8 milioni di euro. Sarebbe veramente spiacevole che questi fondi vengano utilizzati in modo affrettato, senza un confronto fattivo con le persone e le associazioni sportive che conoscono le realtà in cui operano tutti i giorni e ciò che serve per garantire lo svolgimento delle attività sportive proposte, in luoghi sicuri e decorosi.

26 gennaio 2022 – Teatro G.Pasta: CI VUOLE ORECCHIO: ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI

CI VUOLE ORECCHIO: ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI

Un fine settimana all’insegna dell’allegria e della musica dal vivo al Teatro Giuditta Pasta di Saronno in compagnia di ELIO (delle Storie Tese) e cinque musicisti, per la regia di Giorgio Gallione e con gli arrangiamenti musicali di Paolo Silvestri. Elio canta e recita Enzo Jannacci sabato 29 gennaio alle ore 21.00 e in replica domenica 30 gennaio alle ore 15.30.

Enzo Jannacci, il poetastro come amava definirsi, è stato il cantautore più̀ eccentrico e personale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente.

Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ’60 e ’70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale. 

“Roba minima”, diceva Jannacci: barboni, tossici, prostitute coi calzett de seda, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente.

Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, che verrà̀ rivisitato, reinterpretato e “ricantato” da Elio.

Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora: Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono, Giulio Tullio al trombone. A loro toccherà̀ il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo, da Francesco Piccolo a Marco Presta, a Michele Serra.

Uno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”.

Biglietti ancora disponibili, acquistabili online e al botteghino.

Si ricorda che come prescritto dalle ultime disposizioni vigenti in materia di contenimento Covid, l’accesso al teatro sarà consentito ai possessori di GreenPass Rafforzato e con mascherina FFP2.

Teatro Giuditta Pasta (via I Maggio, Saronno – VA)

sabato 29 gennaio 2022 | ore 21.00

domenica 30 gennaio 2022 | ore 21.00

ELIO
CI VUOLE ORECCHIO

ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI
drammaturgia GIORGIO GALLIONE
arrangiamenti musicali PAOLO SILVESTRI
con ALBERTO TAFURI pianoforte. MARTINO MALACRIDA batteria. PIETRO MARTINELLI basso e contrabbasso. SOPHIA TOMELLERI sassofono. GIULIO TULLIO trombone.

light designer ALDO MANTOVANI

scenografie LORENZA GIOBERTI

costumi ELISABETTA MENZIANI
regia GIORGIO GALLIONE

Biglietto:

posto unico: 35 euro

LINK TRAILER YOUTUBE: https://youtu.be/IKiB3ajDVFU
PER SCARICARE IL VIDEO: https://we.tl/t-ToZ7nv2Sgt

25 gennaio 2022 – da Teatro Giuditta Pasta : Giorgio Perlasca, la storia di un eroe quasi dimenticato.

Giorgio Perlasca, la storia di un eroe quasi dimenticato.

Nella settimana dedicata alle celebrazioni per la Giornata della Memoria il Teatro Giuditta Pasta propone lo spettacolo Perlasca. Il coraggio di dire no? con Alessandro Albertin in scena venerdì 28 gennaio 2022 alle ore 21.00. La pièce, difatti, scritta dall’attore e diretta da Michela Ottolini, ripercorre l’incredibile vicenda, rimasta nell’oscuro per decenni, di Giorgio Perlasca commerciante di carni divenuto Giusto tra le Nazioni, che, tra il 1944 e il 1945, a Budapest, salva la vita, strappandoli da morte certa, a migliaia di ebrei ungheresi.

Alessandro Albertin veste i panni del protagonista, ma anche di tutti gli altri personaggi che gravitano sulla scena e intorno a “Jorge” e lo fa con una maestria rara e precisa, un vero trasformista che riesce a immergersi, e a farci immergere, in una miriade di personaggi così lontani gli uni dagli altri.

La vicenda

Budapest, 1944. Giorgio Perlasca, un commerciante di carni italiano, è ricercato dalle SS. La sua colpa è quella di non aver aderito alla Repubblica di Salò. Per i tedeschi è un traditore e la deve pagare. In una tasca della sua giacca c’è una lettera firmata dal generale spagnolo Francisco Franco che lo invita, in caso di bisogno, a presentarsi presso una qualunque ambasciata spagnola. In pochi minuti diventa Jorge Perlasca e si mette al servizio dell’ambasciatore Sanz Briz per salvare dalla deportazione quanti più ebrei possibile. Quando Sanz Briz, per questioni politiche, è costretto a lasciare Budapest, Perlasca assume indebitamente il ruolo di ambasciatore di Spagna. In soli 45 giorni, sfruttando straordinarie doti diplomatiche e un coraggio da eroe, evita la morte ad almeno 5.200 persone. A guerra conclusa torna in Italia e conduce una vita normalissima, non sentendo mai la necessità di raccontare la sua storia, se non a pochi intimi. Vive nell’ombra fino al 1988, quando viene rintracciato da una coppia di ebrei ungheresi che gli devono la vita…

Note di regia

Davanti a qualcosa di terribile si può reagire in due modi: commentare la cosa oppure occuparsi della cosa. La prima soluzione è quella più comoda e ci conduce inesorabilmente al tasto “mi piace” di Facebook. La seconda soluzione è quella più scomoda, richiede coraggio ed eroismo. E umiltà.

A commentare siamo capaci tutti. Per occuparsi di un problema e risolverlo, serve la volontà di farlo. Questa è la grande lezione che ci ha lasciato Giorgio Perlasca. E da qui siamo partiti per raccontare al meglio questa storia meravigliosa. Lo facciamo con uno spettacolo semplice, senza fronzoli. Affidandoci alla straordinarietà degli eventi e a un’interpretazione che mescola tecnica ed emotività, accompagnandoci per mano alla scoperta di un capitolo della nostra storia che è necessario conoscere. In quanto italiani. In quanto uomini.

Un racconto affascinante e travolgente, portato in scena con intensità, bravura e grande rispetto.

Biglietti ancora disponibili, acquistabili online e al botteghino.

Teatro Giuditta Pasta (via I Maggio, Saronno – VA)

venerdì 28 gennaio 2022 | ore 21.00

PERLASCA. il coraggio di dire no

di e con Alessandro Albertin
regia a cura di Michela Ottolini
disegno luci Emanuele Lepore
produzione Teatro de Gli Incamminati e Associazione Overlord

con il patrocinio della Fondazione Giorgio Perlasca

Si ricorda che come prescritto dalle ultime disposizioni vigenti in materia di contenimento Covid, l’accesso al teatro sarà consentito ai possessori di GreenPass Rafforzato e con mascherina FFP2.

Biglietto:

intero: 30 euro
ridotto: 28 euro
ridotto under26: 20 euro

TRAILER YOUTUBE: https://youtu.be/Uagy1fsmqps

VIDEO SENZA SCRITTE

Link per il download
https://we.tl/t-TosQvGPG8R

Anna Montani

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